Ci sono progetti che nascono da un’idea e altri che, prima ancora di diventare un progetto, hanno bisogno di sedimentare.
“QUELLO CHE NON SI VEDE” appartiene alla seconda categoria. È nato mettendo in fila esperienze, incontri, errori, domande e passaggi che negli anni hanno cambiato il mio modo di guardare alla performance.
Non volevo scrivere un manuale di tecniche. Mi interessava raccontare ciò che spesso rimane fuori dall’inquadratura: lo stato d’animo con cui una persona entra in una situazione, il peso del giudizio, il modo in cui legge un errore, la qualità delle domande che si pone, lo spazio che riesce a creare tra ciò che accade e il significato che gli attribuisce.
Adesso il progetto sta prendendo la sua forma definitiva. E, mentre si avvicina il momento in cui il libro potrà essere letto, mi accorgo che il punto da cui tutto è partito è ancora lo stesso: la performance è visibile. Molto di ciò che la rende possibile, invece, non lo è.
Scopri il progetto e segui le prossime tappe del libro